TEMPOLINEA è la newsletter di Iconografie sul caos globale. Esce ogni settimana ed è gratis, ma farla ha dei costi: per aiutarci a sostenerla e ricevere delle uscite speciali, abbonati.
Questo weekend a Milano, a mare culturale urbano, c’è il festival di Iconografie, sesta edizione. Tre giorni, otto incontri e ospiti che arrivano da Tel Aviv, da Roma, da Campi Bisenzio e da internet.
Come ogni anno alla vigilia del festival Tempolinea esce in edizione ridotta con una lista di letture preparatorie: per chi viene sono i compiti per le vacanze, per chi non viene sono comunque letture interessanti e vicine ai temi che trattiamo di solito.
Valerio Renzi, Il centro-sinistra e la città: la fine di un modello – MicroMega
Vecchia conoscenza del festival, Valerio sostiene che il modello con cui il centrosinistra ha amministrato le grandi città italiane sia arrivato al capolinea, e che le elezioni del 2027 siano l’occasione per costruire una politica urbana che parta dall’abitare, dalle disuguaglianze e dal costo della vita. Che poi è il motivo per cui abbiamo deciso di aprire il festival parlando di Milano. Per leggerlo bisogna registrarsi al sito di MicroMega, ma è gratis e ci vogliono trenta secondi.
Di questo e di altro parleremo con Tea Hacic-Vlahovic e Lorenzo Pacini venerdì 25 settembre alle 19.
Noam Sheizaf, How to burst the Israeli bubble – The Guardian
Il fondatore di +972 Magazine racconta la bolla in cui la società israeliana si è chiusa durante due anni di guerra, mentre a pochi chilometri di distanza le bombe cadevano abbastanza vicino da sentirne l’eco. Il riconoscimento dello stato palestinese, scrive, è un passo limitato ma va nella direzione giusta, perché intacca il punto cieco su cui tutto si regge: l’idea che i diritti dei palestinesi possano dipendere dagli interessi israeliani.
Di questo e di altro parleremo con lo stesso Noam Sheizaf, Widad Tamimi e Federico Vespignani sabato 26 settembre alle 15:30.
Lindsay Beyerstein, The Epstein Class – Dissent Magazine
Beyerstein ha letto le carte e ribalta il senso comune sul caso: il vero scandalo non riguarda una cabala di miliardari che governa il mondo, riguarda il fatto che una classe di miliardari esista. Ricostruisce da dove venivano davvero i soldi di Epstein, cioè dalle centinaia di milioni sottratti a Leslie Wexner e dalle parcelle di Leon Black, e mostra come i family office siano l’habitat perfetto per un parassita dei parassiti. Il dettaglio che vale da solo la lettura: Epstein è morto lasciando un debito da 20 milioni di dollari con Black, che non si è disturbato a reclamarli perché non ne valeva la fatica.
Di questo e di altro parleremo con Sacha Biazzo, Giulia Paganelli e Jacopo Di Miceli sabato 26 settembre alle 17:30.
Il profilo di Clavicular sul New York Times (fuck Sulzberger, il link è alla versione su archive.is)
Braden Peters ha vent’anni, si fa chiamare Clavicular e ha fornito al New York Times le misure esatte delle proprie clavicole. Da quando ne aveva quattordici si è costruito addosso un corpo a base di steroidi, martellate in faccia per definire la mascella e metanfetamina per restare magro, e adesso vende il metodo agli altri, tra una sfilata e una serata con Nick Fuentes. È il volto più estremo del looksmaxxing, e il fatto che sia finito prima sulle passerelle e poi in tribunale dice parecchio su cosa sta diventando la mascolinità online.
Di questo e di altro parleremo con Gaia Giorgi, Leonardo Bianchi, Gabriele Ciccarelli e Homyatol domenica 27 settembre alle 17:30.
Questo sotto è il programma completo, se verrai al festival di Iconografie faccelo sapere facendo RSVP qui.
La redazione di Iconografie viene eletta ogni 5 anni dal congresso del partito. È composta da integerrimi combattenti per la causa dell'assurdo.




