Magnifiche sorti e progressive
Alessandro Leonardi sulla policrisi e la modernità come ancien régime al collasso
La parola “policrisi”, resuscitata dallo storico britannico Adam Tooze e da allora comparsa sempre più di frequente nei documenti delle maggiori istituzioni e organizzazioni globali, è ampiamente dibattuta dalle élite e spinge a domandarsi se la crisi generale a cui stiamo assistendo sia una policrisi superabile, oppure qualcosa di mai visto prima. A diversi esperti sono tornate alla mente le turbolenze a cavallo fra gli anni ’70 e ’80, quando la fine dell’egemonia economica keynesiana si era incrociata con la guerra del Vietnam, la rivoluzione in Iran e l’inizio dell’ascesa cinese sotto la guida di Deng Xiaoping. Una policrisi anche quella, che aveva innescato il passaggio verso la nuova fase neoliberista e il rilancio della globalizzazione senza limiti dopo la caduta del sistema sovietico. Altri invece temono il ripetersi di uno scenario più simile alla prima metà del ‘900, dove le due guerre mondiali con decine di milioni di morti portarono ad un drastico cambiamento geopolitico, e…



