Ora pro nobis
Leonardo Bianchi sull’estetica sacra del terrorismo suprematista
Il 2 aprile 2023, il blogger militare russo Vladlen Tatarsky rimane ucciso in un’esplosione in un bar di San Pietroburgo. La bomba, nascosta in una statuetta con il volto di Tatarsky, gli era stata consegnata da Daria Trepova, 26enne dall’orientamento politico non del tutto chiaro ma che diventa immediatamente una “Black Sun Martyr” – una “martire del Sole nero”, ossia un’icona dell’estrema destra. Nelle ore seguente comincia a circolare un suo santino, in cui la si vede di fronte a un Sonnenrad, un simbolo runico usato dai nazisti e molto popolare tra i neonazisti.
Il santino è inizialmente circolato nei canali Telegram della Wotanjugend, gruppo neonazista nato in Russia negli anni Dieci ma attivo soprattutto in Ucraina, dov’è legato a doppio filo con il famigerato battaglione Azov; una “avanguardia neonazista d’élite” a detta dei suoi fondatori. Le sue attività principali consistono nel tenere seminari sulla “razza bianca”, allestire campi di addestramento paramilitari, organizzare c…




