Ownare i lib
Paolo Mossetti sull’ideologia woke e i suoi nemici
Tradurre un fenomeno culturale nato altrove comporta sempre un rischio, l’introduzione di logiche incompatibili con il contesto di destinazione. Avvertiamo questa possibilità osservando nell’Internet anglofono un’espressione idiomatica, ormai talmente comune da quelle parti da essere diventata significativa per la nostra epoca: owning the libs, «sottomettere» o «umiliare» i liberal, un’etichetta che comprende qualunque progressista che si batta per cause come il cambiamento climatico, la regolazione del mercato delle armi e i diritti delle minoranze.
Negli Stati Uniti l’espressione è entrata a far parte del discorso pubblico dall’ascesa di Donald Trump, quando segmenti della destra stanca del tradizionale assetto politico hanno colto l’opportunità di esprimere non soltanto un’opinione diversa rispetto alle teorie sulla «fine della Storia», ma un dissenso radicale e inconciliabile. Il terreno di gioco è quello dei social, dove i conservatori intervengono sulla polemica del momento boico…



