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Più di una squadra

Enrico la Forgia festeggia la promozione dell’Amedspor

mag 29, 2026
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Nelle ultime settimane è accaduto un evento storico per la popolazione curda in Turchia e nel resto del mondo: la squadra di calcio dell’Amedspor SK, storicamente di basso livello, è finalmente stata promossa nella prima divisione del campionato turco. Per i curdi, alle prese con la difficile riconciliazione col governo di Ankara, si è trattato di un’occasione senza precedenti per sfogarsi liberamente e rivendicare la propria identità. Enrico la Forgia, dottorando e giornalista , è andato a Diyarbakır per unirsi ai festeggiamenti.

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Camminare per Diyarbakır – nota in lingua curda come Amed – è più strano che mai in questi giorni in cui la città è tutta acchittata a festa per la prima, storica promozione dell’Amedspor SK in Süper Lig, la massima divisione calcistica turca. Le bancarelle che espongono gadget con i colori sociali del club (verde, bianco e rosso) sono spuntate come funghi, mentre bambini e adulti passeggiano indiscriminatamente con indosso le divise della squadra. Dalle finestre, o addirittura tra un palazzo e l’altro, sono esposte bandiere e striscioni con gli slogan e il logo del club, nonché naturalmente i nomi di privati cittadini o negozi che hanno coperto le spese dei manifesti per le celebrazioni. La squadra, che fino a qualche anno fa era considerata di nicchia ed era seguita tutto sommato da pochi mentre annaspava in terza divisione, sembra essere diventata parte integrante dell’identità cittadina, nonché un motivo di orgoglio collettivo.

Il clima generale è quindi di grande festa, ma resta accompagnato dall’inevitabile tensione che si porta dietro il vasto dispiegamento di polizia nell’area, ben più corposo di quanto sarebbe necessario per mantenere l’ordine pubblico: le strade in prossimità degli edifici istituzionali sono state bloccate da sbarramenti in cemento dipinti di rosso con la luna crescente bianca (come la bandiera turca), i blindati delle forze armate sono appostati negli angoli strategici, mentre agenti in borghese camminano tra la folla scambiandosi occhiate. Da un lato la gioia per la storica promozione, dall’altro l’apprensione delle forze di sicurezza: tutto sommato sono due facce della stessa medaglia. Tra l’altro, questo clima di crescente securitarizzazione prosegue ininterrottamente già dal 2 maggio scorso, quando, in seguito al 3-3 ottenuto in trasferta contro l’Iğdır FK, l’Amedspor ha ottenuto la certezza matematica della promozione. Oggi, invece, è il 10 maggio e la città è in subbuglio: in serata si terrà la festa ufficiale organizzata dalla squadra e dal comune. Un evento atteso da praticamente tutti i quasi 2 milioni di abitanti della città, in un’atmosfera tanto festosa che porta alla mente trionfi sportivi ben più prestigiosi – in effetti, sembra quasi che la città si appresti a festeggiare una nazionale campione del mondo e non la promozione di un modesto club. Ma, dopotutto, l’Amedspor non è un semplice club calcistico.

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