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Alessandro Colombini sulle armi come strumento di comunicazione
La storia dello scrivere sugli strumenti di guerra, dalla bomba al proiettile d’artiglieria, dall’elmetto al bombardiere, è una storia tipicamente umana. Lo è principalmente per tre motivi: primo, si sovrappone temporalmente alla storia della guerra e quindi alla storia di una componente fondamentale dell’uomo e della donna che si organizzano in società. Secondo, è una storia misteriosa tanto quanto l’essere umano, soggetta ad interpretazioni, che potrebbe significare tutto ed il contrario di tutto. Terzo, è una storia che riconduce in una maniera quasi didascalica la guerra alla sua essenza, un’essenza alla quale – qualcuno direbbe – si deve ricondurre anche la Storia e quindi l’uomo e la donna: un’essenza dialettica.
Prima di lanciarci in un esercizio di comprensione del fenomeno, proviamo a capirne la profondità temporale. Partiamo dall’Atene del 400 a.C.. È questa la datazione (400 BC-1 BC) che fornisce il British Museum per il suo reperto numero 1851,0507.11, ovvero un proiettile …


